mercoledì 3 luglio 2013

Finalmente - Rotolando verso sud

Finalmente mi sono decisa a cominciare questo blog.
Tutta la mia vita è stata un viaggio attraverso lo specchio, e lo specchio ci ha sempre tenuto a farmi sapere che sono bella grossa. Plus size. Ciaciona. Morbida?

Grassa.

Perché ci fa così paura questa parola?
Probabilmente è per come ce l'hanno sempre detta: nel migliore dei casi con un velo di comprensiva compassione, nel peggiore con scherno e forse rabbia. Per non parlare di quando non si sono fermati alle parole.
Ma questa è un'altra cosa.
Questo blog non è mio, o almeno non solo: è un po' di tutte noi, di noi ragazze morbide, di noi ragazze "più", e spero sia un piccolo passo in avanti nella nostra storia.

Spero di poter rubare alle americane un po' di quella positività che stanno cominciando ad acquisire. Credo di poter affermare con tranquillità che gli Stati Uniti siano il Paese con il maggior tasso di obesità, e dunque la plus size è per loro una realtà ben più diffusa di quanto lo sia per noi. E così, ovviamente, hanno cominciato a reagire prima di noi al sopruso sociale rivolto ai "diversamente centimetrati": molte iniziative e campagne stanno diffondendosi, ed il web è ovviamente uno degli strumenti più forti. In Europa, sebbene non abbia ancora visto (ma potrebbero essermi sfuggiti) "fenomeni" di questo genere, in molti Paesi c'è comunque una certa apertura mentale sulle questioni peso e taglia, accompagnata da una non troppo elevata attenzione a come la gente si "conci" per strada: in parole povere, le persone non stanno lì a squadrarti.

E in Italia?

Personalmente, il meglio che ho potuto avere dal mio ambiente sociale mentre crescevo è stato un "sei così carina di viso, se solo dimagrissi un po'...". Riconosco benissimo il sincero tentativo di incoraggiamento e la preoccupazione affettuosa, ma il problema di fondo è abbastanza imponente: qui la stragrande maggioranza ritiene che grasso non possa mai essere bello. Al massimo, carino o con un bel faccino.
E per quanto riguarda la gente che non mi conosceva, citerò solo un brillante commento fatto dal camionista di turno mentre camminavo per strada: "Oh, ma hai ingoiato il lievito?". Ho sinceramente ammirato lo sforzo creativo.

Se poi vogliamo parlare di moda, abbiamo ancora altri problemi.
Noi signorine ciambellone siamo, in Italia, figlie e discendenti di Postalmarket, che ci propinava abiti della nonna come uniche opzioni per la nostra taglia, e ce li faceva pagare di più delle taglie più piccole. Dopo sono arrivati altri marchi ed altri cataloghi, ma ancora mi sembra di dovermi vestire ogni volta per andare in ufficio, ad un matrimonio, o ad una parata del dopoguerra.
Stiamo migliorando negli ultimi anni, nei mercatini trovo qualcosina (ma i pantaloni sono un affronto, tra vestibilità e prezzo comparato con le taglie più piccole) ed i cataloghi cominciano a considerarmi una trentenne semplice invece di una sessantenne: è già qualcosa, ma ancora non ci siamo.

Questo meraviglioso insieme non ci aiuta per niente, e mi sono resa conto che rivolgermi a gruppi USA è stato sì d'aiuto, ma non mi sentivo molto compresa: in parole povere, non vivevano la mia stessa situazione di ragazza oversize italiana.
Personalmente, sono al momento una gloriosa taglia 58 (secondo Bonprix), ed ovviamente vedo un lato abbastanza estremo e radicale della questione: ho però diverse amiche di diverse taglie, tutte più magre di me, e direi che il 70% di loro si fa problemi più o meno gravi per il proprio aspetto non da silfide patinata.
Insomma, si vedono troppo grasse.
Ma rispetto a chi o cosa, dico io? Rispetto a quale modello di donna, a quale taglio di abito che vedono proibitivo per loro, a quale obiettivo di peso?
Abbiamo assimilato il 90-60-90 come verità unica, ed anche le più evolute di noi si sentono almeno un po' in colpa, sotto sotto, per quel rotolino in vita.
Non ho mai avuto il piacere di conoscere una ragazza italiana sopra la 44 che non volesse dimagrire.

Sia chiaro, io non sono contro il voler dimagrire. Io stessa vorrei dimagrire, ogni tanto. Quello che importa, per me, è altro: non si può pensare che dimagrire equivalga a migliorare, e non si può aspettare di essere magre per essere felici.
Se vi togliete dalla testa quello che l'odio vi ha inculcato negli anni, il timore per la pancetta e le coscione, per l'ago della bilancia che sale, per il pantalone che rischia di arrivare alla 50+, vi renderete conto che magro non è migliore, è solo diverso. Poi, potreste piacervi di più con una taglia diversa, magari inferiore, ma magari potreste anche soltanto smettere di guardarvi con disprezzo e cominciare a guardarvi e basta. A guardare le altre donne, quelle vere, e a rendervi conto che "magro" non è bello per forza, e che "grasso" non è brutto. E a tutte le wannabe guru della moda coi paraocchi, PLUS SIZE non è una forma: gli shorts mi stanno benissimo, e magari a qualche 44 con delle brutte gambe stanno male.
Se cominciamo a guardarci come persone e non come riproduzioni "sbagliate" di un modello base, voilà, cambiamo noi ed il mondo. E qualsiasi cosa decidessimo poi di fare, la faremmo per una scelta realmente personale.

Ma basta con la filosofia.

In questo blog vorrei parlare di moda plus size, a livello di marchi, siti e anche di fai da te, così come di "vita plus size", sperando di poter mantenere un tono poco lagnoso (altrimenti detto, se volete un sostegno nella vostra battaglia e siete positive, sono a disposizione, se vi volete soltanto piangere addosso non sono la persona adatta), ma anche di altri argomenti in generale, e sia chiaro che chiunque è benvenuto, qualsiasi sia la sua taglia od opinione, fintanto che non sia aggressivo o denigratorio nei confronti degli altri (nemmeno fare squadra contro le magre vale, signore).
Spero di poter allargare la rete di connessioni per avere sempre più consigli, punti di vista, ispirazione, positività, e accoglierò con piacere qualsiasi proposta di argomento da trattare (nei limiti del buonsenso, beninteso) e anche articoli vostri, se vorrete scriverne, che saranno ovviamente pubblicati con la vostra firma.
E basta, sarebbe impossibile spiegare tutto ora. Scrivendo scrivendo, il blog prenderà da solo la sua forma.
Rigorosamente bella tondeggiante.

Valeria




Ps: Perchè "rotolando verso sud"? Sono a Napoli, e sono filosferica, fate un po' voi :)

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